Restrizioni di viaggio, coronavirus, e come andare negli USA

Cos’è la TSA? Tutto quello che devi sapere

Gli Stati Uniti sono un Paese molto popolare per i turisti. Gli USA sono la terza destinazione più visitata al mondo dopo Francia e Spagna.

Il governo americano deve essere in grado di controllare l’arrivo di milioni di stranieri ogni anno tra turisti, studenti, lavoratori, e persone che viaggiano per affari. Non solo ne devono verificare l’identità ma anche garantire che non rappresentino una minaccia per il popolo americano e i cittadini stranieri sul suolo USA.

Per questo, ci sono diverse regole e restrizioni di viaggio per chi decide di spostarsi negli Stati Uniti. Molte sono permanenti, altre, come le misure implementate per ridurre i contagi per COVID-19, sono temporanee e pensate per rispondere a un’emergenza.

Come viaggiare negli Stati Uniti

Normalmente, la maggior parte dei visitatori deve ottenere un visto per poter essere ammesso negli USA. Per ottenerlo, è quasi sempre necessario recarsi a un’ambasciata o consolato statunitense all’estero.

Gli italiani sono tra i pochi a non aver bisogno di un visto per viaggi di breve durata. Infatti, insieme ai cittadini di più di altri 30 Paesi, gli italiani fanno parte del VWP, il programma di viaggio senza visto.

I turisti italiani, quindi, possono risparmiarsi la richiesta di visto in ambasciata. Devono però registrarsi con un programma di autorizzazione elettronica chiamato ESTA. L’autorizzazione ESTA dura 2 anni e permette di andare negli Stati Uniti per viaggi fino a 90 giorni.

Rispettare le condizioni dell’ESTA è obbligatorio se non si vuole vedere il proprio permesso cancellato.

Per riassumere, gli italiani:

  • Devono registrarsi con il modulo ESTA
  • Alternativamente, possono ottenere un visto tradizionale (se, per esempio, vogliono studiare o lavorare negli USA)
  • Devono rispettare le condizioni del proprio visto o permesso ESTA, inclusa la scadenza

Restrizioni di viaggio negli USA: ESTA e visti

Sia chi viaggia con un’ESTA che chi ha un visto deve rispettare i requisiti e le condizioni del proprio permesso tanto al momento della richiesta che durante l’intero periodo di validità del permesso.

ESTA e visti, però, non vengono approvati per tutti. Parte del processo di approvazione è scremare le candidature ed eliminare coloro che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza e/o la salute del Paese e dei suoi abitanti.

Per questo, i moduli di richiesta di visti e permessi contengono domande, per esempio, su:

  • La salute del viaggiatore, e soprattutto l’essere affetti da malattie contagiose
  • I precedenti penali del candidato
  • Viaggi e visti ottenuti o rifiutati in passato per gli Stati Uniti

Questo non significa che, per esempio, chi è stato condannato per aver infranto la legge in Italia sarà automaticamente escluso dalla possibilità di ottenere un visto per gli USA. Le autorità americane processano le richieste una ad una e ogni caso è diverso.

Che fare con un visto USA rifiutato

Il fatto di vedere il proprio visto per gli Stati Uniti rifiutato non significa necessariamente che non ci si potrà recare negli USA.

Se quello che è stato negato è un permesso senza visto ESTA, il passo successivo è quello di recarsi in ambasciata e fare domanda per un visto tradizionale per turismo come per esempio il tipo B2.

Chi invece non è riuscito a ottenere il visto che desiderava può ottenere informazioni su altri tipi di visti che potrebbero fare più al caso proprio.

Non è raro che autorizzazioni e visti vengano negati perchè ci sono errori nel modulo di richiesta. Per questo, è fondamentale ricontrollare bene il formulario e assicurarsi che tutte le informazioni siano corrette.

Chi non è sicuro può sempre avvalersi di servizi di assistenza alla richiesta di visti. Di solito, queste agenzie richiedono il pagamento di una tariffa per il proprio aiuto.

Restrizioni al viaggio USA per il COVID-19

Al di là delle restrizioni permanenti, ci sono poi limitazioni temporanee dovute a emergenze particolari.

Il nuovo coronavirus è stato scoperto prima in Cina, nella città di Wuhan, negli ultimi mesi del 2019. Si è poi propagato al resto del mondo diventando una vera e propria pandemia. Diversi governi hanno quindi dovuto prendere misure anche molto restrittive per combattere l’aumento dei contagi.

A seconda della serietà della situazione nazionale, queste nuove regole anti-COVID possono essere molto limitanti. Ecco degli esempi:

  • Divieti di viaggi all’estero e di arrivi internazionali
  • Chiusura di confini e frontiere
  • Distanziamento sociale
  • Quarantena completa imponendo alla popolazione di rimanere in casa

Gli Stati Uniti sono un Paese molto vasto con una popolazione di più di 328 milioni di persone. È anche una nazione di grande commercio estero, diplomazia e immigrazione. Quando i casi hanno iniziato ad aumentare negli USA, è stato necessario prendere provvedimenti.

Coronavirus: si può viaggiare dall’Italia agli Stati Uniti?

Come altrove nel mondo, gli Stati Uniti hanno chiuso i confini e ristretto la possibilità di viaggiare progressivamente:

  • Febbraio 2020: un ordine esecutivo del Presidente Trump ha bloccato quasi completamente gli arrivi dalla Cina
  • 11 marzo 2020: il travel ban si è esteso anche a tutti coloro che negli ultimi 14 giorni si sono recati in Cina, Iran, Paesi Schengen (Italia inclusa, quindi)
  • 20 marzo 2020: sono stati chiusi i confini americani, compresi quelli con Canada e Messico

Ciò significa che al momento per gli italiani non è possibile viaggiare negli Stati Uniti a meno che non ci si trovi in situazioni speciali o di emergenza.

Chi può andare negli Stati Uniti dall’Italia

Gli americani attualmente all’estero sono autorizzati a tornare nel proprio Paese. Lo stesso vale per i coniugi e figli di cittadini americani. Chi si trova in Italia dovrà passare controlli sanitari all’arrivo e, se necessario, sottoporsi a isolamento fiduciario.

Si può viaggiare dall’Italia agli Stati Uniti per rimpatrio solo se si atterra ai seguenti aeroporti:

  • Boston-Logan International Airport (BOS), Massachusetts
  • Chicago O’Hare International Airport (ORD), Illinois
  • Dallas/Fort Worth International Airport (DFW), Texas
  • Detroit Metropolitan Airport (DTW), Michigan
  • Daniel K. Inouye International Airport (HNL), Hawaii
  • Hartsfield-Jackson Atlanta International Airport (ATL), Georgia
  • John F. Kennedy International Airport (JFK), New York
  • Los Angeles International Airport, (LAX), California
  • Miami International Airport (MIA), Florida
  • Newark Liberty International Airport (EWR), New Jersey
  • San Francisco International Airport (SFO), California
  • Seattle-Tacoma International Airport (SEA), Washington
  • Washington-Dulles International Airport (IAD), Virginia

Ci sono anche alcuni cittadini italiani che, pur non essendo legati ad alcun cittadino americano, possono viaggiare negli USA durante il coronavirus. Queste sono eccezioni al travel ban rappresentate da chi viaggia nell’interesse nazionale americano.

Esempi di queste eccezioni possono essere medici e altro personale sanitario, rappresentanti di istituzioni internazionali e ONG, professionisti del commercio internazionale, ma anche insegnanti, studenti e ricercatori. Chi pensa di poter rappresentare un’eccezione è invitato a mettersi in contatto con l’ambasciata o il consolato americano.